 |
|
· Totoro finalmente in Italia
(Set 23, 2009)
· Topolino e l'Uomo Ragno insieme!
(Ago 31, 2009)
· Da Universi di Carta a... Rencomics!
(Giu 27, 2009)
· Universi di Carta chiude
(Mag 20, 2009)
· Grande Promozione!
(Apr 24, 2009)
· TorinoComics 2009, 15° salone del fumetto a Torino
(Mar 20, 2009)
· Nuovi arrivi Gadget!
(Dic 05, 2008)
· Fabio Ruotolo e Marina Comandini in mostra da Universi di Carta
(Nov 28, 2008)
· Orari speciali per Paratissima 2008 e esposizione opere di Marina Comandini
(Nov 04, 2008)
· Guy Delisle su La Repubblica
(Ott 28, 2008)
|
|
|
|
|
|
|
 |
Sergio Bonelli Editore propone Brad Barron, L'Eura editoriale, forte del successo di John Doe, presenta Detective Dante. Brad Barron è destinato ad una vita editoriale di 18 numeri, Detective Dante di 24. Gli editori italiani imparano dal Giappone e dalla Francia?
Fino a vent'anni fa il fumetto popolare era caratterizzato da personaggi intramontabili e da serie infinite. Di essi oggi sopravvivono ancora i più forti: Tex, Diabolik... e lo fanno con buone vendite, a dire il vero! Ma del resto... Zagor si trascina avanti, Mister No è destinato alla chiusura, Dylan Dog vende bene, ma è l'ombra del fenomeno editoriale e di costume che era ai tempi di Tiziano Sclavi. Altre testate si ricollocano come bimestrali: Lazarus Ledd e Martin Mystere, per esempio. I supereoi americani hanno tirature dignitose, ma sono talmente inflazionati che un numero di sei mesi fa è già stravecchio.
Con l'arrivo ormai non più tanto fresco dei Manga nel panorama editoriale italiano i lettori si sono invece abituati a prodotti "a termine". Serie che si chiudono dopo una decina di volumi, opere autoconclusive, serie di 40 o più numeri che sembrano già infinite...
Per il lettore questo significa potersi accostare ad una serie, anche se terminata da anni, senza temere che il ritrovamento dei numeri arretrati sia un'operazione titanica. Significa che la storia sarà facilmente caratterizzata da una stringente continuity coerente e sensata. Significa che le storie ed il protagonista non si appiattiranno dopo i primi 5 anni di vita. Significa che la serie non durerà più dei mobili del salotto buono. ecc. ecc.
Tanti piccoli vantaggi che per molti, ormai, sono diventati imprescindibili.
Ma non era necessario viaggiare fino all'isola nipponica per scoprire i vantaggi della serie autoconclusiva: in Francia da sempre le opere d'autore, quelle cartonate, a colori di cui se va bene esce un volume all'anno, dimostrano una qual certa simpatia per le serie di durata limitata nonostante un certo numero di eccezioni eccellenti: Asterix, Tin Tin e Blueberry tra tutti. Parliamo delle opere fantascientifiche di Moebius o di Bilal, di autori italianissimi come Massimiliano Frezzato con i Custodi del Maser e di tanti altri...
Ma torniamo alle novità "di casa nostra": due serie Brad Barron e Detective Dante che, a prescindere dal valore tecnico ed artistico, rappresentano il primo tentativo di imboccare una strada differente, "nuova". Un approccio che probabilmente significherà maggiore fatica da parte di sceneggiatori e disegnatori per tutte quelle fasi, della preparazione di una nuova serie, che spesso possono richiedere anche degli anni. È tuttavia auspicabile che questo porti ad un incremento delle vendite che giustifichi lo sforzo e, forse, permetta di uscire dalla tanto temuta "crisi del fumetto".
Parlando invece del valore tecnico delle storie, purtroppo, iniziano i dolori: partiamo da Brad Barron e parliamo di... Gregory Hunter! Il clamoroso flop della testata, chiusasi al diciassettesimo volume con un numero di lettori drammaticamente basso premiati comunque con un maxi di congedo, sembra non aver spaventato Tito Faraci quando ha deciso di far muovere il proprio eroe in un universo alternativo fermo agli anni '50; con storie che tributano e citano ampiamente, e dichiaratamente, all'immaginario dell'epoca, quando molti lettori non erano ancora nati. Il risultato? Cattivi da operetta, avventure poco credibili al pubblico di oggi e stile volutamente retrò. Mha... sicuramente a Tito Faraci non è mancato il coraggio. Le vendite gli daranno ragione?
Discorso diverso per Detective Dante: devo ammetterlo, mi aspettavo molto di più. A mancare qui è proprio la credibilità! Immaginate di essere circondati da una gang giovanile, una ventina di persone armate di tutto punto (armi da fuoco, non spranghe!) voi avete la bella idea di sparare al capo, un colpo in testa e saluti al Creatore... e poi? Riuscite a salire in macchina, ad avviare e filate via alla chetichella: come ciliegina sulla torta uno di voi ha anche degli impedimenti nei movimenti: visto che è ammanettato. Colpi sparati in questi attimi concitati? Zero! Una raffica di mitra raggiunge la vostra auto solo per colpirne il lunotto posteriore, voi avete la quinta già ingranata. Non ci siamo. Ed è un peccato.
Personalmente mi auguro che anche in Italia si inizino a produrre serie di lunghezza limitata, tuttavia la qualità tecnica dovrà essere curata almeno quanto quella di altri prodotti popolari: sarebbe un peccato tornare sui propri passi solo per l'immaturità di queste prime opere!
|
| |
|
| Serie "a tempo" anche in Italia? | Login/crea un'account | 0 Commenti |
|
| | I commenti sono proprietà dei legittimi autori, che ne sono anche responsabili. |
|
 |